giovedì 16 luglio 2020

Uguaglianza e diversità dei bambini

Per la prima volta un dubbio si era insinuato in un’invalicabile roccaforte, metafora della fiducia che Ahmed aveva in Ramakeele.
Quando prima di partire la nonna aveva spiegato le ragioni per le quali la pozione per sembrare bianchi sarebbe stata indispensabile per sopravvivere al di là del mare, come al solito, il bambino aveva creduto ciecamente a ogni parola della vecchia.
La nuova gente, nella nuova terra, se l’era immaginata in un’infinità di modi, ma nessuno aveva avuto il sopravvento sull’altro. Era comunque certo che, trattandosi di sopravvivenza, la convivenza non sarebbe stata facile, figuriamoci con la reale natura della pelle ben in vista.

Quale spettatore privilegiato, Ahmed assistette quella mattina a un consueto conflitto tra bambine di nove anni.
Durante la ricreazione, Bhumika, dal Bangladesh e Francesca, da Napoli, seppur bonariamente discutevano con calore su chi avesse il braccialetto migliore.
Roba semplice, intrecci di elastici colorati tanto di moda in quel periodo.
Si era fatto un discreto capannello intorno alle due dive. Insomma, c’era il pubblico delle grandi occasioni, visto che anche curiosi dalle altre classi si erano avvicinati.
Le due contendenti diedero il meglio, difendendo con vigore la qualità del monile.
Bhumika tirò in ballo il felice accostamento di tonalità mentre Francesca si vantò dello spessore dell’elastico, a suo avviso di fattura più nobile; la prima elogiò la brillantezza dei nodi mentre l’altra ribatté con la ricercatezza di questi ultimi.
“Non tutti i nodi sono uguali”, fu la frase che venne scolpita quel giorno nella memoria dei presenti.
La schermaglia verbale andò avanti con un crescendo rossiniano, senza scherzi, e il pubblico si ritrovò man mano diviso in due fazioni, segno indelebile che la pièce stava funzionando alla grande.
Nondimeno, come spesso capita innanzi alle scene che valgono il prezzo del biglietto, al di là del mero parteggiare per l’una o per l’altra, ogni spettatore era stato attratto da qualcosa di peculiare.
C’era chi aveva una cotta per Bhumika e chi invece era convinto di essere l’unico fidanzato di Francesca, ignaro di trovarsi in compagnia di altri quattro spasimanti altrettanto inconsapevoli, c’era chi effettivamente considerava il braccialetto della prima migliore dell’altro e chi aveva scelto a caso. Tuttavia, quel giorno, c’era qualcuno che aveva notato qualcosa di singolare. Forse a causa di un altrettanto unico punto di vista. Uno spettatore con un segreto in grado di rompere la quarta parete al contrario.
Bhumika non ha preso alcuna pozione, pensava Ahmed. Si trova lì, come è nata e cresciuta, ma oltre la pelle non vedo differenze con la sua avversaria. I braccialetti? Be’, quelli sì che sono diversi...

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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