giovedì 25 giugno 2020

Straniero in classe

Che il cielo, o chi per lui, benedica le distrazioni, potrebbe essere l’incipit più adatto a questo paragrafo. Ma sarebbe oltremodo scontato, meglio partire dalla mera scena iniziale: l’ultimo giorno dell’unico straniero in classe era stato annunciato come tale dall’insegnante di matematica, la professoressa Spanicciati.
“Vi comunico che il vostro compagno Chandra oggi ci saluta”, aveva detto quest’ultima subito dopo aver fatto l’appello. “Ho appena parlato con suo padre e… magari vuoi dire qualcosa tu, ai tuoi compagni.”
Il ragazzo, pelle olivastra, capelli lisci nero
corvino e occhi marroni sormontati da folte sopracciglia, non si aspettava proprio di dover dire qualcosa. Non sulla pubblica piazza, ecco.
Riguardo alla sua partenza provava sentimenti contrastanti. Era indubbiamente confuso, poiché se da un lato fosse contento di partire per il Canada, dove si sarebbe riunito con la sorella, era anche spaventato. Sebbene fossero passati solo due anni dal suo arrivo, era convinto di esser riuscito a sviluppare una discreta capacità nel gestire la propria convivenza con gli autoctoni, dotandosi di un robusto cuscino di tolleranza alle eventuali ostilità.
Eventuali ostilità, già, chiamiamole così, in modo generico, da poter comprendere tutto ed escludere nulla. Volontari o casuali doni dai pari e non, dagli studenti e dai professori, dai figli e dai genitori, dai conoscenti e dagli sconosciuti.
Teresa rimase sorpresa dalla notizia, come tutti i compagni, del resto. Non aveva legato tanto con Chandra, lo conosceva poco, ma d’altra parte non è che questi avesse fatto di tutto per aprirsi.
Se è per questo, neanche Tommaso si era prodotto in un’eruzione di informazioni su di sé, ma essendo compagno di banco, qualcosa inevitabilmente aveva compreso del ragazzo.
Solo in quel momento le dispiacque di non aver conosciuto abbastanza l’unica esotica presenza in aula, mentre lo vide abbandonare con riluttanza la sedia per raggiungere la zona cattedra.
“Parto per il Canada”, disse il giovane dopo essersi schiarito la voce. “Sono stato bene con voi, grazie.”
Anche io sono stata bene con te, mio misterioso, mancato amico...

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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