mercoledì 13 maggio 2020

Vittime dei razzisti

Addì 20 giugno 2005, lo Stato contro Edgar Ray Killen. Vostro onore, signore e signori della giuria, prima di chiamare a deporre il mio ultimo testimone, vorrei sottoporre alla vostra attenzione il referto dell’autopsia di James Chaney. Tale documento, fondamentale per l’accusa, durante il processo del 1967 era stato reso inaccessibile e solo dopo più di 30 anni, esattamente nel 2000, è divenuto di dominio pubblico.
In esso si legge che Chaney aveva il braccio sinistro rotto, il destro altrettanto in due punti, una frattura marcata dell’articolazione del gomito sinistro e traumi all’inguine.

Un patologo che esaminò i corpi su richiesta delle famiglie affermò che Chaney aveva subito percosse tremende con un corpo contundente o una catena.
Vostro onore, chiamo ora a testimoniare Rita Schwerner.
Rita si accomoda sulla sedia.
“Giuri di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità. Dica lo giuro.”
“Lo giuro.”
“Signora, come si chiama suo marito?”
“Michael Schwerner.”
“Come è morto?”
“Mio marito… Michael, è stato assassinato insieme a James Chaney e Andrew Goodman durante un linciaggio dei razzisti.”
“Dove e quando è stato compiuto questo orribile crimine?”
“In una radura, nella contea di Neshoba, Mississippi.”
“Ci dica anche quando…”
“Il 21 giugno del 1964.”
“Quanti anni aveva Michael?”
“Era un ragazzo… erano solo dei ragazzi. Lo eravamo tutti…”

Leggi altro in "Il coraggio della speranza", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

Nessun commento:

Posta un commento