martedì 12 maggio 2020

Razze non esistono

Caspiterina.
Questo ho gridato dopo esser balzata sulla seggiola osservando l’avvertenza sulle informazioni personali di mio figlio da parte della scuola a cui è iscritto.

Okay, va bene… siamo diversi, ce l’avete fatto già notare in mille modi…

Ma, doppio caspiterina, anche noi saltiamo sulle
sedie, all right?

E diciamo caspiterina, ecco.

Oltre, ovviamente, a cantarle come si deve a chi se lo meriti.

Ehm, adesso so già cosa state pensando: il nostro ha fatto coming out.
Ovvero ci ha appena confessato di essere un diverso…

E allora? Non ho paura degli intolleranti, okappa?
Non ho paura di alcunché, tranne di averne paura, non so se mi spiego, ecco.

Ed è per questo che son saltato sulla seggiola e ho strillato caspiterina.

Perché tra le avvertenze suddette mi vien chiesto quali siano le mie origini razziali.

E cosa sono?

Se le razze non esistono e la specie umana è una e unica, qual è il senso di ogni parola derivata?
Razziale e razzista, razzismo e razzistico non sono forse anche per voi deliranti dabbenaggini degne di un forsennato?

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