venerdì 29 maggio 2020

Quando il terrorista è bianco

Qualora l’attentatore di turno non avrà carnagione olivastra, nome complicato e fede sbagliata, vi diranno che è stato il vento a uccidere.
Vi diranno che dietro la mano assassina c’è la follia, oppure si cela qualcos’altro.
Un motivo comprensibile, utile, tranquillizzante, e soprattutto che non generalizzabile. Ovviamente, in questo interessato caso…

Vi diranno che si tratta di un caso sporadico. Non siate razzisti contro voi stessi, su, sarà il senso del messaggio. Noi non lo faremo primi, quindi, di che parliamo?
Parliamo di tutto tranne del mostro, che mostro non è.
Perché quando è il bianco a sterminare va capito. Va tollerato. Va archiviato nella narrazione popolare, dove i cattivi hanno un nome e un luogo d’appartenenza, anche dopo prova contraria.
È la storia che vi e ci piace, a richiederlo.
Indi per cui, leggi pure di sangue e dolore, di odio e morte, ma poi dimentica. Che non appena capita il contrario, vedrai che in un istante ritroverai l’oscuro e alieno, comodo bersaglio sul quale sfogarti…

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