mercoledì 6 maggio 2020

Il razzista va identificato

Nel nostro contorto intreccio i ‘loro’ sono ‘te’, ovvero ‘noi’. E quelli che chiamiamo ‘altri’ sono invece ‘tutti’, tutti gli ‘altri’ di qualcun altro.
Il che non implica necessariamente ‘te’, non si tratta di ‘noi’, ma assolve lo stesso al ruolo del carnefice.
Ti è chiaro adesso quanto sia assurdo e grottesco tale disegno?
Perché dovrebbe esserlo innanzi agli occhi dei più, malgrado anestetizzati o distratti dal futile che diventa virale, tra deliri e ossessioni digitali.

La questione del colore della pelle funziona allo stesso modo, credimi.
Idem per quello degli occhi, del vestito, e il concetto va ribadito pure per l’idioma incompreso e il culto alieno.
Il razzismo è spesso una forma di pazzia, e nemmeno tra le più colte.
Tuttavia, quando umano uccide umano, qualora ci sia reato e criminale, vittima e colpevole, lasciamo da parte la follia e cerchiamo una volta per tutte di dargli un nome e un volto…

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