martedì 19 maggio 2020

Il razzismo prima di Obama

“La vita non è come nella fiabe”, le aveva ripetuto suo padre un numero inenarrabile di volte, “non lo è mai…”
Mildred non rispondeva. Accettava il consiglio
senza discutere poiché quella verità la conosceva perfettamente da sola. Aveva dovuto imparare ben altro, tra razzismo e ingiustizie, nascendo con una carnagione di una tonalità tutt’altro che vantaggiosa nella cosiddetta terra delle opportunità. Tuttavia, il punto non era affatto quello e lo comprese amaramente quando rientrò con il marito nella casa che riuscirono a prendere in affitto, non appena avevano varcato il confine del Distretto della Columbia: il problema non è che la vita differisca o meno dal mondo delle fiabe, bensì fino a che punto sia più amara e ingiusta di queste ultime.
In quei giorni la coppia ebbe molte occasioni per confrontarsi sull’accaduto, soli nel loro piccolo monolocale.
Richard aveva trovato un impiego con un salario tutt’altro che principesco, ma era un lavoro, nulla su cui lamentarsi.
Mildred neanche a parlarne. Non erano più in Virginia, ma pur sempre negli Stati Uniti della fine degli anni ’50.
Quanto era lontana, a quei tempi, l’era di Obama...

Leggi altro in "Loving contro Virginia", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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