giovedì 7 maggio 2020

Diritti umani più che tolleranza

Egregi signori, l’articolo 11 delle Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino stabilisce che la libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'individuo. Come vedete, la mia presenza qui, a parlare a nome di questi cosiddetti stranieri, non necessita della vostra pazienza o tolleranza, poiché – grazie a questa indispensabile Dichiarazione - essa rientra nei miei e nei loro diritti.

Secondo poi l’articolo 13, per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese d'amministrazione, è indispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito fra tutti i cittadini, in ragione delle loro sostanze.
Altra perfezione di questo straordinario insieme di articoli. In virtù del tredicesimo, rendendo giustizia allo squilibrio della vita, Shamsur, dal Bangladesh deve far la sua parte proporzionalmente alle sue presunte fortune, così come voi e io, dovremo far lo stesso, forti delle nostre propizie eredità. E grazie all’articolo 15 la società ha il diritto di chieder conto a ogni agente pubblico della sua amministrazione. Che grande sostantivo, la società, ci avete fatto caso? In esso convive ciascuno di noi, a prescindere dei vantaggi acquisiti dal luogo di provenienza. Ed ecco che il quindicesimo punto di questa Dichiarazione dona ad Atal, dall’India, per il solo fatto di vivere all’interno della suddetta società, lo stesso diritto di controllo sullo Stato di cui godiamo voi e io...

Leggi altro in "La vera storia di Jean-Baptiste du Val-de-Grâce, oratore della razza umana", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

Nessun commento:

Posta un commento