martedì 14 aprile 2020

Un giorno senza razzismo

Sarebbe sufficiente un solo giorno. Un giorno privo di melodie celestiali e suoni naturali. Solo silenzio, assoluto silenzio. Due parentesi senza alcunché all’interno, tra un frastuono e l’altro.
Ovvero, un magnifico regalo, anche se solo per un giorno.
Tutti immobili, quindi, come statue. Cioè, perfetti, impossibilitati a distinguerci con gesti inconsulti e parole inopportune.

Per un giorno, questo giorno, nessuno potrà far male a chicchessia.
Non ci saranno discriminazioni razziali di vite umane.
E nessuno, in quanto inamovibile, potrà difendersi affermando di non essere stato presente.
Di conseguenza, nessuno potrà accusare il prossimo delle proprie colpe.
Fermi sul posto, le genti non inizieranno nuove guerre.
E neanche proseguire a combattere quelle vecchie.
Un giorno, basterebbe solo un giorno.
Per poi svegliarci da questo bizzarro sogno a occhi aperti.
E lentamente, vedere con sguardo igienizzato, camminare con passo umile e magari provare anche a volare.
Come avrebbe potuto fare ciascuno di noi.
Quando lo spettacolo della vita ebbe inizio...

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