martedì 21 aprile 2020

Smettere di essere razzisti

Felice come non lo era mai stato prima, questo era ciò che provava Tommaso nei giorni che lo dividevano dalla sua festa, quella dei diciassette.
Diciassette. Un numero, davvero, solo un numero come tanti, anche se fosse stato diciotto, nulla sarebbe cambiato, perché capita talvolta che le ragioni della gioia per un evento siano quasi del tutto indipendenti da esso.
Come se la festa fosse solo un’eco, l’ultima, brillante e melodiosa eco, come i fuochi d’artificio alla fine di una nottata in cui è già accaduto tutto il meglio. Il primo bacio, per dirne una. Un padre che finalmente chiede scusa per tutto il gratuito male donato al figlio. Ovvero, il primo vero regalo degno di questo nome. Una famiglia, ‘una sorta di’, d’accordo, allargata, anomala, quanto mai eccentrica, tutto giusto, ma pur sempre qualcosa definibile tale. Da chi ne ha un maledetto bisogno. E se puoi chiamare qualcosa come desideri hai già tutto.

Fatto che era ormai diventato abituale, anche quel giorno Tommaso tornò da scuola con Teresa per andare direttamente a pranzare da lei.
Nella casa dove avrebbe festeggiato quell’insperato momento di leggerezza nella sua non facile vita.
Chi sei? Dov’è finito? Dove si nasconde il razzista che ha aggredito Chakra?
Niente, solo un vago ricordo. Non cancellato del tutto, ma sconfitto. Perché si cambia, per fortuna. E si cambia, perché si può e si deve cambiare…

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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