venerdì 24 aprile 2020

Insieme contro il razzismo

Urla, rumori, odori. In ordine casuale. Di umana fattura.
A prova di ciò, anche a distanza di tempo e soprattutto di spazio, un commento di Ramakeele, una sera prima di rincasare: “È importante, perché mette a nudo il mondo”, aveva detto al nipote Ahmed, il quale le aveva espresso un dubbio scontato per un bambino, ovvero a cosa servisse la
notte, visto che il meglio della vita era di giorno, alla luce del sole. E che dormire era solo uno spreco di tempo.
“Perché è importante?” aveva chiesto.
“Perché il mondo ha bisogno di essere messo a nudo da qualcosa come la notte, perché spesso da solo non ce la fa.”
Ahmed non aveva capito, ma aveva annuito.
Il fatto era che la nonna quella sera non stava affatto parlando con lui. Niente di particolare, una domanda giusta nel momento sbagliato, ovvero una triste ricorrenza, l’inizio di un vuoto che tale rimarrà sino alla fine dei giorni.
La morte di nonno, suo marito, il padre di Bikila.
Urla, urla nella notte, anni dopo e a centinaia di chilometri da dove la vita era tutto fuorché sopravvivenza.
“Cos’è stato?” esclamò Kereeditse dopo aver acceso l’abat jour.
“Qualcuno ha gridato…” osservò Bikila con le palpebre abbassate, come se fosse la cosa più normale del mondo.
State tranquilli, la silente didascalia. Nessun razzista in agguato, siamo ancora al sicuro.
Solo rumori.
Pochi istanti e Shani aprì la porta, cercando subito gli occhi di Kereeditse. Quest’ultima comprese al volo e fece un invitante su e giù con il capo. E i passeggeri a bordo divennero tre.
Solo per poco, poiché quando la madre di Ahmed stava per spegnere la lampada, quest’ultimo si affacciò sull’uscio, per affollare ulteriormente il materasso.
Rumori, odori e urla. Di familiare natura.

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

Nessun commento:

Posta un commento