venerdì 17 aprile 2020

Il posto dove il colore della pelle non conta più

C’è un posto.
So che c’è. E pure voi lo conoscete.
È un posto dove una persona viene assassinata solo per colpa della sua carnagione.
Senza bisogno di aggiungere altro, ulteriori conferme, men che meno bugie.
Soprattutto le bugie.
In questo posto, la verità è che il colpevole è il suo assassino, guarda un po’.
Ma non è l’unico reo, malgrado non ‘confesso’. Condannabili lo sono anche coloro che insultano e se ne approfittano, maltrattando e manipolano il racconto delle vite altrui, preferibilmente più
vulnerabili; il tutto per un mero sfogo, o per guadagnar consensi tramite cuoricini insanguinati sui social e crocette elettive.
Sono altresì biasimabili coloro che non fanno alcunché per fermare tale mercimonio di esistenze ritenute minori.
Sono ulteriormente criticabili quelli che fanno solo finta di intervenire, per poi tirarsi indietro quando il gesto conta maggiormente. Ovvero, quando è scomodo e impopolare.
Ecco, è questa la tara del colore della pelle, qualunque sia.
Poiché dal momento che ne decidi di crocifiggerne una tonalità, ciò riguarda ogni gradazione, tutti sono coinvolti, in quanto tutti facenti parte dell’umano arcobaleno.
Volenti o nolenti.
Eppure, c’è un posto, so che esiste e anche voi lo sapete, dove prima o poi tale trascurabile differenza verrà finalmente considerata come tale.
In quel momento, cominceremo ad ammirare e celebrare solo il meraviglioso quadro completo di vite e luce...

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