mercoledì 1 aprile 2020

Il pianeta è di tutti

Hash non ha mai aspirato a diventare qualcuno. È un uomo modesto, di poche pretese. Sogna, come tutti, ma è uno che si accontenta.
Questo si può affermare per ogni cosa che lo riguardi, per ogni scelta che faccia, per tutto ciò sia riferibile a lui, tranne una cosa. E quella cosa è Rukia.
Ogni mattina si sveglia e non appena arriva il
momento in cui può osservarla con calma si sente l’uomo più importante della terra. Premio Oscar, Nobel e mister universo tutti insieme non sono nemmeno paragonabili al primato che sente di avere nelle mani quando poi si avvicina a lei e la stringe tra le braccia.
L’aspetto più eccezionale, perlomeno dal suo punto di vista, è che non ha dovuto scrivere un best seller per conquistarla. Non è stato obbligato a calarsi in un personaggio con ammirevole maestria per far sì che si innamorasse di lui. Non ha dovuto renderla la compagna dell’uomo più bello della terra per leggere nei suoi occhi l’attrazione che la spinge nei suoi confronti. Gli basta essere Hash, solo Hash e la magia è possibile.
Tuttavia, quando il miracolo si moltiplicò e Hani entrò nella loro vita, qualcosa cambiò radicalmente in lui. In quel momento, non poteva avere alcuna idea di quante difficoltà il bambino avrebbe affrontato in futuro, per il solo fatto di possedere una carnagione e delle origini sbagliate, seppur nel luogo giusto; leggi pure come il pianeta di tutti.
Nondimeno, un uomo può vivere di se stesso. Un uomo e una donna sono in grado di cibarsi dell’amore che li unisce. Ma un figlio… un figlio ha bisogno e soprattutto merita qualcosa di più.
Questo si disse Hash una sera, fissando il mese trascorso che Rukia iniziava a disegnare con la sua pancia, mentre dormiva accanto a lui.
Solo in quell’istante desiderò di essere qualcosa che non era. E si sentì piccolo come non gli era mai successo prima...

Leggi altro in "Nostro figlio è nato", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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