martedì 28 aprile 2020

Donne contro il razzismo

Oggi c’è il sole e va tutto bene.
Le mani fanno male la sera, dopo aver lavato centinaia di piatti.
Nonostante i guanti. Nonostante il lavoro sia una benedizione. Nonostante la sopravvivenza lo sia.
Ma oggi c’è il sole e va tutto bene.
È difficile dormire con così tante persone estranee nella stessa stanza, che respirano, russano, sognano o fanno incubi a pochi metri da te. Anche se metti i tappi o nascondi la testa sotto il cuscino sai che sono lì. Anche se vai a letto più presto che
puoi, perché sai che tra poco saranno di nuovo tutte accanto a te. Anche se ogni giorno che passa quelle donne ti sono meno estranee.
Eppure oggi c’è il sole e va tutto bene.
Non è una passeggiata vivere in Europa senza esserci nate. Certo, se Rukia fosse americana, sarebbe diverso. Chiaro, se fosse un calciatore famoso, il suo grave problema sarebbe solo dover sopportare i buu dei razzisti. Sicuro, se fosse semplicemente ricca, la carta di identità sarebbe sostituita da quella di credito.
Malgrado tutto ciò, oggi c’è il sole e va tutto bene.
Non è una passeggiata oggi vivere in Europa senza esserci nate ed essere pure incinte. Eh, come dire: “Ma non basti te a toglierci il lavoro, a portare la droga e a mettere le bombe nei metrò? Pensi forse che avremo pietà perché hai il pancione? Ma ci hai visti in faccia?”
“Sì”, risponde Rukia. “vi ho visti”
E sorrido. Perché oggi c’è il sole e va tutto bene.

Leggi altro in "Nostro figlio è nato", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

Nessun commento:

Posta un commento