lunedì 6 aprile 2020

Cogliere e capire il peso della diversità

Il tempo che Jean trascorse con lo zio fu estremamente importante. Cornelius aveva mostrato sin dal loro primissimo incontro nel castello di Clèves un notevole ascendente sul nipote che era dovuto a ben più di una semplice e istintiva empatia.
Una sera, durante una cena silenziosa, l’abate era stato colto da un malore e, grazie al pronto intervento della governante, si era sentito subito meglio. La donna era in grado di preparare dei tonici davvero miracolosi e l’uomo si trasferì nello studio, per sorseggiare tranquillo la bevanda. Era trascorso poco più di un anno dal suo arrivo in quella casa e Jean entrò timidamente al cospetto dello studioso.
“Zio… State bene?”
Di seguito, le palpebre si alzano e liberano le pupille. Errore, non sono affatto libere. Non davanti a quel dodicenne dai capelli neri come il carbone e gli occhi, incredibile a dirsi, ancora più scuri. Non se ne abbiano a male le pupille dell’abate di Pauw, in quanto, finché l’uomo che vive in quel giovane sarà in grado di respirare, niente e nessuno potrà ignorarlo allorché si porrà davanti al suo sguardo in cerca di attenzione, supportato dalla sua parola, dalla voce che la spinge con aliena energia, dall’aria che la rende potente quando la forza lo richiede, delicata qualora giunga il tempo dell’amore meritato e sottile laddove il sarcasmo sia inevitabile.

Egli coglie la diversità, delle cose animane o meno, ne intuisce il peso e il valore. E soprattutto non ha paura; tutt’altro.
In Jean-Baptiste du Val-de-Grâce, quando la parola si allea con l’occhio diviene come una spada che tagli un qualsivoglia organo purché sia vitale, come una penna che scriva il vero sebbene non lo desideri, come una mano che ne stringa un’altra per dichiarare qualcosa di indimenticabile. E la magia risiede nel fatto che ciò avviene a prescindere da cosa la parola esprima. In quell’istante Cornelius era sgomento, poiché non si capacitava di cosa sarebbe accaduto all’ascoltatore di turno se il giovane barone di Cloots avesse avuto da dire qualcosa di particolarmente importante...

Leggi altro in "La vera storia di Jean-Baptiste du Val-de-Grâce, oratore della razza umana", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

Nessun commento:

Posta un commento