lunedì 27 aprile 2020

Città razziste

Una città per coloro che ti fissano negli occhi e un’altra per chi alzi un po’ troppo le mani, città per i ritardatari cronici e per gli scaccolatori seriali dell’ultimo banco.
Città per i pensatori gelosi dei propri pensieri e città per i sognatori senza sogni, città per quelli che hanno dimenticato il passato, e quelli che ignorano sistematicamente di avere ancora un futuro.
Città per i pignoli degli avverbi e e città per gli impulsivi, ma solo nel cuore.
Città per i neri, ovviamente, e per i bianchi, ma pure quelle per i bianchi nati neri e i neri mancati bianchi, per i mezzi neri e mezzi pure, ma
leggermente meno, e città per i metà bianchi e metà ignota, che fa figo.
Città per i senzapaura e città per i senzatutto, città per i troppobuoni e città per i menopeggio, città per i belli inconsapevoli e per le belle confuse.
Una città per tutti, per ogni singolo dettaglio, per qualsivoglia pretesto, e tutti a discriminare il resto del mondo che non corrisponde perfettamente a ciò unisca ogni singolo popolo, di ciascuna città.
Davanti a tutti un orizzonte spaccato in due, diviso da un’incancellabile soluzione di continuità.
Esplodere insieme con tremendo fragore e scomparire per sempre.
Oppure, basta città, basta inezie.
Una sola, immensa e variopinta realtà...

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