mercoledì 15 aprile 2020

Carnagioni diverse ma stesso amore

Richard e Mildred si dichiararono non colpevoli. Si amavano e si erano sposati, punto; a prescindere se il mondo intero ritenesse illegale, o innaturale, che due persone dalla carnagione e le origini diverse dovessero restare ciascuna nella propria vita. La loro decisione, ritenuta a dir poco avventata dalle rispettive famiglie, addirittura ancor più che quella di unirsi in matrimonio, portò i due all’inevitabile processo.
Il sei gennaio del 1959 l’aula del tribunale era gremita. C’era il pubblico delle grandi occasioni, come si suol dire.
Indubbiamente il caso Loving era il fatto per eccellenza, sui media locali e non, e tutti si sentivano in diritto di dire qualcosa, a prescindere dalla reale conoscenza dei fatti.
Tipico.
Come quella sera del loro arresto, quando ascoltarono la sentenza del giudice distrettuale, i nostri sedevano vicino mano nella mano. Le loro dita si cercavano avidamente, in quei terribili attimi, da soli contro un mondo intero, come spesso accade quando si ha l’avventatezza di portare anche la più minuscola briciola di vero in mezzo ad un mare di evidente menzogna.
Le parole dell’accusa fecero di tutto per travolgere i due amanti con le acque di quest’ultimo: “Signori della corte, signori e signore della giuria. Siamo qui riuniti in un processo che io definisco esemplare. La decisione che vi viene chiesta oggi non riguarda esclusivamente i presenti, ma deve divenire monito e guida per i nostri figli e per tutti coloro che avranno la rettitudine di onorare se stessi e la loro vita con una degna moralità.
“Mai come oggi questa parola è a rischio.
“I giovani, ovviamente, ma soprattutto tanti cattivi maestri si fanno simbolo di uno stile di vita privo di regolamento alcuno.
“Il matrimonio non è una qualsiasi unione tra persone umane. Esso è stato fondato dal Creatore con una sua natura e proprietà essenziali.
“Nessuna ideologia può cancellare dallo spirito umano la certezza secondo la quale esiste matrimonio soltanto tra due persone della stessa razza, che per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, tendono alla comunione delle loro persone. In tal modo si
perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite.
“Ecco, solo per dirne alcuni, i motivi per i quali a voi, uomini e donne della giuria, spetta ora il compito di agire con coscienza. Per il bene vostro e di tutti noi.”
Al momento cruciale, il giudice Leon Bazile si levò dritto in piedi e ottenne il silenzio in aula senza alcun bisogno di chiederlo. Era un uomo dai lineamenti marcati e i pochi capelli rimasti erano tutti ripiegati all’indietro, nel disperato intento di rendere la fronte il più spaziosa possibile, a contrastare ciò che madre natura aveva impietosamente deciso.
L’uomo diede uno sguardo attento ai giurati e poi lesse la sentenza: “Dio onnipotente creò le razze bianche, nere, gialle e rosse ed egli le pose in continenti separati. Ma a causa dell’interferenza con la sua divisione, non ci dovrebbe essere alcuna giustificazione per tali matrimoni. La ragione per la quale egli separò le razze dimostra che egli non prevedeva la mescolanza di queste ultime.
“Richard Loving, Mildred Jeter, questa corte vi dichiara colpevoli e vi condanna a un anno di prigione, con la pena sospesa per venticinque anni, a condizione che lasciate per sempre lo Stato della Virginia.”

Leggi altro in "Loving contro Virginia", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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