mercoledì 29 aprile 2020

Bisogno di avere un nemico da odiare

Tutto era spento, intorno. Tutto era fermo, oltre il confine dell’unico orizzonte concesso agli occhi che guardano il nemico. Perché il nemico esiste. Deve esistere.
Vito era tutto lì. In quelle mani su quel fragile ammasso di carne e speranze. Di vita che aveva scelto di sopravvivere, già. Ma con l’inganno.
Grazie ad un inaccettabile imbroglio. Una colossale truffa, dove quella del colore della pelle non era neanche la più grave.
Come ti permetti? Come osi? Questo sembrava gridare il padre di Tommaso nel silenzio della propria testa a fronte delle strepitanti urla dei difensori della vecchia.
Come osi venire qui, nella mia terra, a portare vita dove la mia mi è stata sottratta da vivo?

Perché io vivo ancora, sai? Tu sei colpevole, voi lo siete, accusavano gli occhi del folle.
Negra. Negri. Voi lo siete. Perché avete ucciso lei, al mio posto. Tutti voi. Sopravvivendo alla vostra morte.
“Papà!”
Un volto si affacciò nell’antro della bestia.
“Papà…”
Una luce disturbò il delirio.
“Guardami, papà.”
L’altra vita monca, l’unica che avesse un senso, aveva invaso l’incubo.

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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