mercoledì 25 marzo 2020

Un romanzo sul razzismo

Un romanzo.
Nella sua storia di scrittore, Eduardo aveva pochi e semplici punti fermi, ma ognuno di essi traeva forza dall’eco capace di risuonare con coerenza nella vita di tutti giorni.
Metafore precise, che legavano il narratore all’uomo, che davano un senso al tutto quale risultato. Come il tempo in un romanzo. E nella vita di tutti i giorni.
Lo scorrere delle ore e dei minuti è relativo, si sa, e l’azione compiuta a distanza del dramma non può fare a meno di distorcere l’equilibrio naturale. Nondimeno, lo scrittore del palazzo era convinto che il racconto scritto, soprattutto quello di ampio respiro, è l’approssimazione migliore del reale viaggio delle lancette. Per esempio, incomparabile a un film.
Tuttavia, le sue ragioni non erano meramente quantitative. Non era nella forma, il segreto, o nel colore e il peso. La magia era nella qualità. Nel
sapore.
La medesima cosa accadeva nella vita vissuta, a suo avviso.
Forse, fu per questa ragione, che Tinochika impiegò giorni per riuscire a rispondere alla domanda dell’insegnante.
La medesima gli era stata rivolta anche davanti ai presunti genitori, convocati dopo l’incidente.
La professoressa era stata informata della vera dinamica dei fatti, quindi era a conoscenza dell’insulto di Davide ai danni di Amina, ma voleva comunque sentire il punto di vista del giovane giustiziere. Peraltro, punito con una nota per la violenza.
“Perché hai colpito il tuo compagno?” aveva domandato invano la docente per l’ultima volta.
Kereeditse e Bikila, sebbene al riparo della pozione, si erano immediatamente fatti un’idea della possibile risposta.
Sbagliando, come capita con gli adolescenti, per i quali spesso conviene stravolgere il noto motto di Sherlock Holmes per provare a capirci qualcosa: una volta eliminato il ‘possibile’, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità.
Il tempo. Il tempo di un romanzo avrebbe potuto azzardare l’impresa di ritrarre la via che condusse Tinochika fino alla soluzione dell’enigma. L’emozionante istante in cui il detective trova l’ultimo decisivo indizio e inchioda il colpevole.
Alla fine del film o, anche, di molti romanzi.

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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