giovedì 26 marzo 2020

Il razzista medio

Eccolo, il cittadino medio.
Non una idea definita sul mondo.
Quando gli va, vota destra, quando la voglia è mancina, mette la croce a sinistra. Ma accade sovente anche il contrario.
Nondimeno, malgrado la visione non sia chiara, ha sempre qualcosa da dire su tutto e tutti.
Gli argomenti non cambiano, da un po’ di tempo: il pallone, Sanremo, la politica intesa come i partiti e i loro leader, al sud c’è la mafia e ovviamente gli immigrati.
Il cittadino medio sciorina opinioni nazional popolari su siffatti argomenti, senza alti e né bassi.
Possiamo affermare senza tema di smentita che segue un copione condiviso dai più.

A mero titolo di esempio, lo vedrete affermare che il calcio ai suoi tempi era più bello, perché c’erano meno di mezzo i soldi e più amore per lo sport. Nondimeno, quando l’arbitro fischia l’inizio, non disturbarlo dalla partita, altrimenti sono guai. Questo non cambia mai.
Anche su Sanremo sarà nostalgico, ma alla finale, il sabato sera, lo troverai puntuale sul divano ad aspettare trepidante l’esito della kermesse.
Sulla politica si lamenterà di tutto, accuserà chiunque e vedrai che non mancherà l’espressione “magna magna”, anche qualora si trovi a tavola a sbafarsi un piattone di pasta al sugo.
Ma il vero cavallo di battaglia del nostro sono gli immigrati, sai?
Da Nord a Sud e ritorno, isole comprese, sarà razzista in modo compatto.
Forse perché questo è l’argomento di cui davvero non sa proprio nulla…

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