martedì 3 marzo 2020

Cosa vuol dire clandestino

“Qual è il significato della parola clandestino?”
Stavolta zio Amadou fa un notevole sforzo per riuscire a sorridere, ma alla fine gli riesce il miracolo: “Clandestino, dici? Ebbene, sappi che questa è la parola più importante di tutte. Noi extracomunitari, noi immigrati, noi diversi, noi stranieri, noi perché altri, siamo dei clandestini. Coloro che incontrerai sulla via, i comunitari, quelli che vivono all’interno di questa grande comunità chiamata Italia, è quasi sicuro che
ancora non abbiano idea che tu possiedi un dono, qualcosa di unico e meraviglioso e qualcuno tra loro – pochi, eh? Molto pochi – magari potrà invece affermare che si tratti di qualcosa di poco conto, o addirittura di brutto. Ebbene, Ousmane, tu adesso mi devi promettere che non crederai mai a costoro. Avanti, prometti!”
“Prometto, zio”, risponde il bambino immediatamente, malgrado non sia affatto impaurito.
“A prescindere da quanti siano coloro che lo neghino”, va avanti lo zio, “tu sei qualcosa di straordinario e non conta se tu sarai un immigrato, un cittadino a tutti gli effetti, e non conta neppure cosa il prossimo penserà di te. Sai qual è il motivo di tutto ciò?”
“Quale?”
“Il motivo è che tu sei un clandestino, caro nipote mio. Tu sei il destino del tuo clan, ovvero della tua famiglia. Tu sei il futuro delle persone che hai lasciato indietro, il futuro dei tuoi cari…”
Lo zio ritorna ad ammirare le onde del mare, mentre il bimbo Ousmane finalmente la smette con il suo interrogatorio e anche lui prende a osservare le acque che circondano la barca. Anzi, devo correggermi. Il suo sguardo va decisamente oltre e punta l’orizzonte.
“Io sono il futuro dei miei”, dice Ousmane.
Le sue parole si mescolano con l’orgoglio e la commozione, la gioia e la fierezza.
Ora, ditemi voi, chi può essere talmente ingenuo dal credere di poterlo in qualche modo fermare?

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