venerdì 13 marzo 2020

Coraggio di combattere il razzismo

“Come presero i vostri rispettivi genitori la notizia del trasferimento a Meridian?”
“Male, è ovvio. Eppure ce l’eravamo giocata bene o almeno questo è ciò che ci dicemmo.”
“Ci racconti.”
“Be’, il nostro piano era semplice: sposarci, informare i nostri della partenza per il Mississippi e andare in viaggio di nozze a Meridian.”
“Un piano perfetto.”
“Proprio così. Tuttavia, chi si sarebbe potuto aspettare che la madre di Michael avrebbe pianto sino a svenire e che mio padre avrebbe avuto un infarto?”
“Fu una cosa grave? Parlo del suo papà.”

“No, per fortuna no. Ha vissuto altri vent’anni. Più di mio marito. La generazione dei nostri genitori sarà ricordata per essere sopravvissuta ai propri figli.”
“Come andarono, invece, i vostri primi mesi a Meridian?”
“Una bellezza”, rispose Rita condendo con un pizzico di ironia la propria voce. “In tutto lo stato del Mississippi erano viste con particolare sospetto, diffidenza e spesso ostilità due specifiche categorie di persone: la gente che veniva dal Nord e gli attivisti dei diritti civili.”
“E voi eravate entrambe le cose.”
“Già. Fatto che scoprii solo di recente, grazie alla diffusione dei vari referti legati alle indagini, dal momento del nostro arrivo a Meridian eravamo sorvegliati da spie inviate dalla Commissione per la sovranità dello Stato del Mississippi. Era la prassi.”
“Presumo si riferisca all’investigatore Al Hopkins, ritenuto complice dell’omicidio di suo marito e degli altri attivisti.”
“Sì, certo. Mi riferisco a Hopkins. Ma all’epoca eravamo troppo presi da un altro problema, lei capirà.”
“Quale?”
“Il Ku Klux Klan. In tre mesi ci hanno bruciato l’auto, rotto tutte le finestre della casa e ammazzato il cane.”
“E questo non vi ha mai provocato dei ripensamenti?”
“Sicuro. Molti alla sottoscritta e li tenevo per me, ma fu invece Michael a proporre di andarcene la notte dopo che trovammo Sam, il nostro cane, impiccato in cucina. Mio marito non aveva paura per sé, ma per me e io rifiutai. Non volevo costringerlo a fare qualcosa per la quale avrebbe vissuto tutta la vita con il rimorso.”

Brano tratto da "Il coraggio della speranza", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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