martedì 10 marzo 2020

Amore più forte del colore della pelle

Era cominciato tutto così.
“Sai? Questa notte avrò diciotto anni…” aveva sussurrato lei a un tratto.
Tali parole agirono come un perfetto passepartout, in grado di vincere la resistenza di ogni porta al mondo avesse potuto dividere, sino a quel momento, la pelle di Mildred da quella del suo fidanzato, il bianco dal nero, da ciò che era comunque giusto e quel che era sacrosanto.
Fu davvero straordinario avere diciotto anni in quella malandata bagnarola in quel di Richmond, all’alba dell’estate del ‘57.
Al mattino, misero da parte quel meraviglioso ricordo di una notte nel più sicuro degli scrigni mnemonici. Se ne cibarono, una volta soli, per trovar forza a fiducia nei giorni a venire.
Soltanto verso la fine di luglio riuscirono a decidere il passo seguente.
Non vedersi per un po’ era stata una decisione del
tutto concorde, giacché entrambi avevano adorato l’idea di affrontare le rispettive vite con il vantaggio di quei magici attimi nella testa. Roba di sensi, ovviamente, odori e sapori, regali di mondo tutto da scoprire solo al tatto o anche solo per merito dell’immaginazione.
Per non parlare della canzone che avevano lasciato di sottofondo, dono di un ignaro speaker della loro stazione radio preferita.
A luglio, fu Mildred a decidere il luogo in cui rivedersi ed era lo stesso in cui si erano incontrati la prima volta, ovvero davanti casa sua.
Lei era sull’altalena e non appena lo vide interruppe immediatamente il suo volteggiare.
“Ciao…” fece lui.
“Ciao”, rispose lei.
Pochi secondo di assoluto silenzio e, di nuovo, fu Mildred a tracciare la rotta.
“Sai, Richard? Credo proprio di amarti...”

Brano tratto da "Loving contro Virginia", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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