venerdì 21 febbraio 2020

Soli contro il Ku Klux Klan

“Come andarono, invece, i vostri primi mesi a Meridian?”
“Una bellezza”, rispose Rita condendo con un pizzico di ironia la propria voce. “In tutto lo stato del Mississippi erano viste con particolare sospetto, diffidenza e spesso ostilità due specifiche categorie di persone: la gente che veniva dal Nord e gli attivisti dei diritti civili.”
“E voi eravate entrambe le cose.”
“Già. Fatto che scoprii solo di recente, grazie alla diffusione dei vari referti legati alle indagini, dal momento del nostro arrivo a Meridian eravamo sorvegliati da spie inviate dalla Commissione per la sovranità dello Stato del Mississippi. Era la prassi.”
“Presumo si riferisca all’investigatore Al Hopkins, ritenuto complice dell’omicidio di suo marito e degli altri attivisti.”
“Sì, certo. Mi riferisco ad Hopkins. Ma all’epoca
eravamo troppo presi da un altro problema, lei capirà.”
“Quale?”
“Il Ku Klux Klan. In tre mesi ci hanno bruciato l’auto, rotto tutte le finestre della casa e ammazzato il cane.”
“E questo non vi ha mai provocato dei ripensamenti?”
“Sicuro. Molti alla sottoscritta e li tenevo per me, ma fu invece Michael a proporre di andarcene la notte dopo che trovammo Sam, il nostro cane, impiccato in cucina. Mio marito non aveva paura per sé, ma per me e io rifiutai. Non volevo costringerlo a fare qualcosa per la quale avrebbe vissuto tutta la vita con il rimorso.”
“Quale rimorso?”
“Quello di lasciare da solo Andrew.”
“Ci parli di lui.”
“Andrew, come noi, era un volontario di New York, ma era soprattutto un attore. Aveva veramente recitato in alcuni teatri off di Broadway, ma poi, ispirato dalla profonda tradizione progressista della sua famiglia, sempre attenta ai temi legati alla giustizia sociale, aveva fatto la scelta di impegnarsi. Forse fu anche la polmonite che lo costrinse ad interrompere gli studi universitari, ma a mio avviso, non avrebbe comunque seguito la carriera accademica. Ripeto, Andrew era un attore.”
“Gli eravate molto legati, immagino.”
“Può ben dirlo. E poi, fu lui l’autore del nostro primo successo a Meridian.”
“Quale?”
“Fu una cosa straordinaria: facemmo assumere per la prima volta un nero in un negozio per soli bianchi.”

Brano tratto da "Il coraggio della speranza", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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