venerdì 14 febbraio 2020

Propaganda razzista

I fatti sono fatti.
Le chiacchiere stanno a zero.
I numeri non si discutono.
Potrei andare avanti, ma il concetto è lo stesso. Eppure, al dunque e ovunque, ci dimentichiamo puntualmente del criterio di realtà e si discute accalorati, addirittura ci si sente gli unici ad aver ragione, per poi iniziare a considerare gli altri tutti degli idioti.
Eppure, allorché il conflitto di opinioni si fa particolarmente acceso, non v’è alcunché di meglio del partire da ciò che è assodato.
Dovrebbe essere il vero e solo punto di partenza prima di cominciare qualsiasi tipo di conversazione, soprattutto laddove riguardi la vita di moltissime persone.

A mero titolo di esempio, secondo i dati offerti dall’ultimo censimento operato dall’Istat, quello relativo all’anno 2018, possiamo senza tema di smentita affermare che - in scala – il nostro paese è come se fosse abitato da circa 60 persone.
Ci siete fin qui?
Ora, ulteriori studi ci dicono che tra essi, le donne sono circa 31, mentre gli uomini 29.
Okay?
Bene, per quanto riguarda gli stranieri, sempre i numeri ci informano che sono circa 5.
5 stranieri su 60, d’accordo?
Ottimo.
Allora, mi chiedo e vi chiedo, perché in Italia se le donne sono più degli uomini e gli immigrati sono solo in 5 su 60, il potere è tutto in mano ai maschi e i problemi principali del paese sono quasi sempre gli stranieri?

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