giovedì 27 febbraio 2020

La speranza ha bisogno di coraggio

Un giorno Alice Walker, la poetessa afro americana, parlando con il suo migliore amico e marito, l’avvocato ebreo Mel Leventhal, il quale durante l’era della segregazione era uno strenuo difensore dei diritti umani dei neri come ella non aveva mai incontrato, gli chiese: come sei arrivato a noi, i neri, che avevamo così tanto bisogno di aiuto? Quale forza ha dato vita alla tua reazione alla grande ingiustizia che i neri affrontavano in quei tempi?
“Alice pensò che avrebbe potuto citare i discorsi, le marce, l’esempio di Martin Luther King, o di altri del movimento che all’epoca mostrarono coraggio e grazia di forte impatto.
“Non lo fece. Il marito raccontò un episodio della sua infanzia che lo condusse, inevitabilmente, alla lotta dei neri. Da ragazzino tornava a casa da Yeshiva, la scuola ebraica che frequentava dopo gli studi regolari. Sua madre, una contabile, era ancora al lavoro. Era solo. Veniva spesso molestato da ragazzi più grandi, e un giorno due di questi gli rubarono il suo yarmulke (la kippah,
copricapo ebraico) e, prendendolo in giro, scapparono via, con lo scopo di gettarlo oltre un recinto. Due giovani neri apparvero, videro le sue lacrime, compresero la situazione e inseguirono i ragazzi. Raggiuntili, li costrinsero a scavalcare la recinzione, a recuperare e spolverare il copricapo, riponendolo rispettosamente di nuovo sulla sua testa. Giustizia e rispetto, dice la poetessa, sono le parole che il mondo, alla stregua di quel cappello, deve rispolverare e restituire agli oppressi, senza indugio e con tenerezza.
Edgar Ray Killen, il cavaliere bianco del Ku-Klux-Klan era un uomo della cui colpevolezza ogni parte della società del suo tempo non ha avuto mai alcun dubbio. Ecco perché qui, ora, mi auguro scivoli in voi un prezioso monito che invita a fare due passi: uno indietro e uno in avanti.
Proprio come hanno fatto le tre ragazze dell’Illinois. Si sono voltate e hanno fatto quel passo, e poi hanno scavato, con le mani nella nuda terra, e hanno trovato quel pezzo di verità che ci ha condotto tutti qui, adesso. Quel frammento di luce che era lì, nel loro paese, vivo e vegeto, ma nascosto dalla codardia. Poi, hanno di nuovo puntato l’orizzonte e hanno fatto un passo in avanti. Quindi hanno di nuovo scavato, stavolta dentro di loro, nel proprio cuore e hanno trovato coraggio, il coraggio della speranza.
Lo sappiamo già, voi tutti sapete già di cosa sto parlando, conosciamo tutti alla perfezione cosa stiamo cercando di dimenticare e chi invece stiamo proteggendo.
Due passi, signore e signori.
L’imputato, Edgar Ray Killen, meritava di essere finalmente condannato per i suoi crimini, malgrado sia passato tanto tempo.
Tuttavia, questo è solo il primo passo.
Il coraggio della speranza è il secondo e ci aspetta fuori da questa storia...

Brano tratto da "Il coraggio della speranza", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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