martedì 4 febbraio 2020

La difficoltà di nascere soli

Crok vagò nello stagno per interminabili giornate, tutto sembrava ostile e non v’era alcuna traccia dei suoi genitori. Disperato, appena nato, senza saper nulla del mondo in cui era arrivato, nuotava alla ricerca del papà e della mamma. Il caso volle che trovò sulla sua strada un vecchio pesciolino rosso, il quale, appena lo vide, fu subito molto curioso: "Buongiorno. Dove vai così da solo?"
"Sto cercando i miei genitori. Li hai visti?"
"Descrivimeli."
Silenzio. Crok aveva solo pochi giorni e non aveva ancora la capacità di descrivere alcunché. Così, disse quel che ricordava: "Papà… papà è… ciccio. Sì, papà è ciccio e con le guance gonfie.
Mamma invece è… è molto bella, magra è bella."
"E cosa ci ha trovato tua madre in lui?"
"In che senso?"
"Nulla, mi sto solo chiedendo come mai una che è così bella si sposi con un grassone…"
"Be’, non lo so… forse per amore?"
"Ah, questa può essere una ragione."
"Insomma, li hai visti?"
"Mah, io sono molto vecchio ed ho la vista piuttosto debole, ormai. Intanto, che specie sono? Che specie sei, tu?"
"Prego?"
"Piccolo, io sono mezzo cieco ma tu sei forse un pochino sordo? Ho chiesto di che specie sei, a che razza appartenete, che razza di animali sono i tuoi genitori e di conseguenza tu…"
Crok non aveva neanche una settimana e, nonostante la forza dell'istinto, non aveva di certo ben chiaro che animale fosse. La sua risposta fu secca ed esauriente: "Boh?"
"Come boh?! Scricchiolo, ti stai burlando di me?"
"Ma no! Io… io non lo so cosa sono… Ho solo sei giorni di vita…"
Il vecchio pesce rimase allibito ma contemporaneamente intenerito da quel cucciolo perso nello stagno.

Da Tra la terra e l'acqua, Camelozampa Editore

Nessun commento:

Posta un commento