martedì 14 gennaio 2020

Raccolta di storie sul razzismo

Ci volle un anno intero affinché entrambi si rendessero conto che condividere una sconfitta serve a poco più che nulla se a ciò non segue una reazione attiva, propositiva, per rialzare la testa e progettare una rivincita.
Era la fine del 1960. L’ultimo dell’anno. Entrambi avevano telefonato alle rispettive famiglie per i consueti auguri. Allo scoccare delle mezzanotte i nostri, in piedi innanzi al vetro della piccola finestra nella camera da letto, si fissarono intensamente, allungando quell’attimo all’infinito.
Tale fenomeno, secondo Einstein, è giustificabile scientificamente solo alla velocità della luce, ciò nonostante, i sentimenti sanno essere molto più rapidi del nostro cervello. Il fatto è che non se ne vantano come quest’ultimo.
Un paio di minuti più tardi, apparentemente un mare di tempo dopo, i due si diedero un bacio e si abbracciarono. Quindi si sedettero sul bordo del letto e bevvero in silenzio dai rispettivi calici colmi di champagne.
Mildred abbassò la testa e guardò le proprie pantofole consumate. Richard seguì i suoi occhi e, come non mai prima di quell’istante, percepì la voce che urlava nel suo corpo, alla disperata ricerca di un po’ di rispetto.
Era una voce antica come l’uomo, era la voce della giustizia. La voce della giustizia è come una malattia che corrode da dentro alla stregua del peggior cancro. Non canta, è stonata, è sempre stonata. Anche per questo grida. Se parla, a prescindere da ciò che dice, nessuno la sente, perché è una voce che difficilmente porta successo e onori, plauso e ricchezze. È una fregatura, la voce della giustizia, e chi riesce a ignorarla, forse, non è poi così tanto da biasimare.
Tuttavia, tra quei pochi che tra di noi decidono di guardarla dritta negli occhi e far proprie le sue parole, ci sono alcuni che sin da quell’istante credono di potercela fare a vincere.
Contro tutto e tutti.
Uno di questi fu Richard Loving.

Brano tratto da Loving contro Virginia, racconto sui matrimoni "misti" negli Stati Uniti, dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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