giovedì 9 gennaio 2020

Libro contro il razzismo: la truffa dei migranti - romanzo

Che siano benedette le distrazioni, potrebbe essere l’incipit più adatto a questo paragrafo. Ma sarebbe oltremodo scontato, meglio partire dalla mera scena iniziale.
L’ultimo giorno dell’unico straniero in classe era stato annunciato come tale dall’insegnante di matematica, la professoressa Spanicciati.
Non che avesse chissà quale particolare diritto a farlo, era solo la titolare della prima ora.
“Vi comunico che il vostro compagno Chandra oggi ci saluta”, aveva annunciato quest’ultima subito dopo aver terminato l’appello. “Ho appena parlato con suo padre e… magari vuoi dire qualcosa tu, ai tuoi compagni.”
Il ragazzo, pelle olivastra, capelli lisci nero
corvino e occhi marroni sormontati da folte sopracciglia, non si aspettava proprio di dover dire qualcosa. Non sulla pubblica piazza, ecco.
Riguardo alla propria partenza provava sentimenti contrastanti. Era indubbiamente confuso, poiché se da un lato fosse contento di partire per il Canada, dove avrebbe riabbracciato la sorella, era anche spaventato. Malgrado fossero trascorsi solo due anni dal suo arrivo, era convinto di esser riuscito a sviluppare una discreta capacità nel gestire la propria convivenza con gli autoctoni, dotandosi di un robusto cuscino di tolleranza alle eventuali ostilità.
Eventuali ostilità, già, chiamiamole così, in modo generico, da poter comprendere tutto ed escludere nulla. Volontari o casuali doni.

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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