giovedì 16 gennaio 2020

Favole sul razzismo

Un giorno Crok s'imbatte in un branco di pesciolini rossi, intenti a giocare a palla sul fondo dello stagno.
Era molto giù e decise di avvicinarsi, per unirsi a loro.
"Ciao, posso giocare?"
"Chi sei? Cosa vuoi?" rispose a nome di tutti quello più grosso, di nome Flock.
"Mi chiamo Crok… Vorrei giocare con voi…"
"E perché vuoi giocare con noi? Perché non giochi con quelli come te?!"
"Che vuoi dire?"
"Dico che questo campetto è solo per noi, per i
pesciolini rossi. È chiaro?"
"Va bene. Quindi è anche per me, no?"
Tutti il branco scoppiò in una fragorosa risata, che a Crok non fece per nulla piacere.
"C-Cosa avete da ridere?" esclamò lui, piuttosto innervosito.
"E tu saresti un pesce?” lo apostrofò Flock. “Rosso per giunta?!" E giù altre risa.
A onor del vero, oltre alle zampette, il collo e la testa ben riconoscibili, Crok era tutt'altro che rosso. Aveva difatti assunto il tipico colorito verdognolo delle ranocchie.
"Certo!" si sentì di dire comunque. "Me lo ha detto Blush!"
Le risate generali lo travolsero, aumentando inesorabilmente la sua frustrazione.

Da Tra la terra e l'acqua, Camelozampa Editore

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